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N.108 - O’ vascio
Prima ancora di essere una casa, il vascio è un’idea di città e di relazione tra i suoi abitanti. Un locale a livello della strada, spesso da una stanza sola, dove nessun centimetro va sprecato e dove la porta è l’unica vera apertura sul fuori. Il marciapiede diventa salotto, la soglia diventa palcoscenico: chi vive dentro e chi passa fuori sono insieme attori e spettatori. Per questo la letteratura e il teatro non hanno mai smesso di guardarci dentro. Boccaccio ne lascia le prime tracce, Matilde Serao ne fa il simbolo di una Napoli da risanare, Viviani ed Eduardo De Filippo lo portano in scena. Da allora il vascio è entrato nell’immaginario di tutti. Nel vascio la comunità è parte della struttura. Ci si saluta ogni giorno, si custodiscono insieme edicole votive, abitudini, rituali. È il modo in cui Napoli ha sempre abitato lo spazio che non aveva: stringendosi. La cover N.108 di Isa Sgariglia lo ritrae all’ora migliore, con la luce del tramonto sulla facciata del palazzo, e tre donne sedute immediatamente fuori, in strada. Una conversazione che dura da secoli.
Artista: Isaella
Tema: vita-quotidiana
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