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N.25 - Non ti disunire, mai

Al botteghino è stato un successo. Ha conquistato gli spettatori proponendo una Napoli magica, esoterica a suo modo, e allo stesso tempo viscerale, corporale, pratica.

È stata la mano di Dio è il film di Paolo Sorrentino in cui il regista si spoglia e mette sul grande schermo la storia ispirata ad alcuni eventi della sua vita.

Fabietto è un ragazzo che cresce a Napoli e, in qualche modo, vedrà la sua vita cambiare a partire dall’arrivo di Maradona, pur sfiorandolo solo di lato.


“Non ti disunire” è la frase enigmatica che il regista Antonio Capuano rivolge a Fabietto, in seguito alla rivelazione della sua più grande ferita. Un invito a non perdere la propria unità, il nucleo che l’essere umano tiene stretto al petto, quello che quando moriamo se ne va insieme all’anima. “Non ti disunire”: non perdere te stesso, radicati nella città, nella strada, nella piazza, nel mondo e non perderti mai. Tieniti stretti i corpi degli altri.


Non lasciarti andare, Fabiè.



Lorenza Sabatino




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